“barbaBLU”: percorso teatrale contro la violenza domestica e il femminicidio, giovedì 24 novembre a Palazzo Trivulzio

Barbablu, il sanguinario personaggio della fiaba di Perrault che uccideva una dopo l’altra le sue mogli, è diventato l’emblema del marito o amante violento. Proprio alla sua figura è ispirato barbaBLU, il nuovo spettacolo realizzato all’interno del percorso teatrale di sensibilizzazione contro la violenza domestica e il femminicidio iniziato dall’”Associazione Theao” nel 2013 con E’ davvero colpa mia?

A differenza del primo progetto,  E’ davvero colpa mia?, una messa in scena di brani tratti da Ferite a morte di Serena Dandini, Il buio oltre la porta di Nicoletta Sipos e Casa di bambola di Henrik Ibsen, in cui si dava voce alle donne vittime di violenza sopravvissute e a quelle, troppe, che purtroppo non ci sono più, in barbaBLU il fenomeno della violenza contro le donne viene raccontato con lo sguardo degli uomini che la commettono. Per capire che la violenza a volte si trova in piccoli atteggiamenti quotidiani apparentemente innocui, in modi di pensare che sono alla base di stereotipi e modelli di comportamento sbagliati e che si può, con l’impegno di tutti (singoli e istituzioni), intervenire sia a livello preventivo sia uscire dalla spirale violenta. E, soprattutto, per imparare a riconoscere la violenza prima ancora che si compia.

barbaBLU parte dalla testimonianza di una madre che ha visto la figlia uccisa dal compagno e che lotta contro le giustificazioni addotte alla violenza. Recuperando alcune parti di E’ davvero colpa mia?, gli attori e le attrici racconteranno la favola di Barbablu di Charles Perrault. Ma al centro del progetto teatrale vi sono le testimonianze: quelle, reali e lucide, di uomini che dopo aver commesso violenza hanno intrapreso un cammino di recupero nei pochissimi centri che si occupano di questa problematica, e quelle di un poliziotto e di un medico, le due figure con cui una donna viene in contatto nel momento in cui riesce a trovare il coraggio per chiedere aiuto.

Senza ovviamente fornire giustificazioni alla violenza, barbaBLU punta a mostrare quanto essa sia profondamente radicata negli individui che commettono questa scelta, come sia difficile individuarla in gesti e atteggiamenti apparentemente innocui e, soprattutto, quanto sia una pesante eredità della nostra cultura, legata ad alcuni atteggiamenti e comportamenti che vengono tramandati di generazione in generazione.

Per approfondire questa tematica, barbaBLU sarà accompagnato da una mostra che mira a far riconoscere le situazioni quotidiane che potrebbero potenzialmente scatenare un’azione violenta. La mostra è stata realizzata nell’ambito della campagna Riconoscersi uomini – Liberarsi dalla violenza, lanciata dalle associazioni “Maschile Plurale” e “Officina”. Si tratta di una campagna di sensibilizzazione contro la violenza maschile sulle donne che si rivolge proprio agli uomini, partendo dal dato ineludibile che la violenza è purtroppo opera di molti di loro e avviene quando le relazioni quotidiane, in particolare quelle intime, degenerano.

 

BarbaBLU, percorso teatrale a cura dell’Associazione Theao
Con il Patrocinio dei Comuni di Melzo, Truccazzano e Settala
Regia di Tino Danesi

Con Alessandro Arrigoni, Arianna Ascione, Raffaella Belloni, Lucia Campanaro, Claudio Cattaneo, Antonella Citino, Chiara Cravotto, Zoltan Ferrari, Giusi Lioi, Chiara Lo Dato, Mara Montanari, Stefania Oliviero, Davide Sirtori, Alessandro Storti, Silvia Tolotti.

Musiche di scena di Raffaella Belloni e Zoltan Ferrari

Giovedi 24 novembre, ore 21.00
Sala Vallaperti, Palazzo Trivulzio, via Dante – Melzo

Durante la serata verrà esposta la mostra della campagna “Riconoscersi uomini – Liberarsi dalla violenza”, curata dalle associazioni “Maschile Plurale” e “Officina”

Ingresso libero e gratuito
Gli uomini sono caldamente invitati a partecipare

A cura di Serena Perego

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