Cara Italia del calcio : che amarezza !

Italia fuori dai Mondiali di calcio Russia 2018. Non è una fake news. Purtroppo è un’amara realtà. La nostra Nazionale di calcio non è riuscita a battere la Svezia nel doppio confronto degli spareggi tra le migliori seconde dei gironi eliminatori. Neanche la spinta del tutto esaurito dello Stadio Meazza è riuscito nell’intento sportivo.
Tra la partita di venerdì 10 Novembre in Svezia e quella del lunedì successivo si è vista una squadra poco convinta. L’andata è stata decisa da un episodio – un goal casuale con una deviazione fortuita – che ha permesso agli svedesi di vincere la gara. La reazione della squadra c’è stata , ma non incisiva.
Il ritorno ha mostrato un impegno lodevole dei nostri ragazzi per cercare di ribaltare l’1-0 dell’andata, ma alla partita della verità ci siamo arrivati lenti, prevedibili e confusi. Troppi passaggi in orizzontale, troppi cross “all’arrembaggio” intercettati facilmente dai difensori svedesi. Bastava forse un gioco più in profondità con palla a terra con uomini diversi da quelli schierati.

Dal nostro maxischermo a quello degli altri

Ero uno di loro. Uno dei tanti che nell’estate del 2006 nel maxischermo montato dall’Amministrazione Comunale a Melzo in piazza della Repubblica tifava Italia e gioiva nel vedere la “scoppola” che rifilavamo alla Germania. Quest’anno non ci sarà nessuno schermo per incitare i nostri ragazzi. Nel corso della storia l’Italia ha mancato la qualificazione alla fase finale di un Mondiale solo nel 1958. Sono passati 60 anni e tra vittorie e piazzamenti vari abbiamo sempre detto la nostra. Il mondiale, forse più emozionante, di Italia ’90 chi se lo scorda? Tuttavia i segnali di decadenza c’erano eccome. Dopo la vittoria del 2006 a Berlino siamo passati alle uscite al primo turno a Sudafrica 2010 e Brasile 2014. Segno che qualcosa non funzionava e che andava cambiato. Non ce ne siamo accorti?

Italia: fine di un’epoca

La sconfitta dell’altra sera segna la fine di un’era. Per certi versi – come detto – è l’anno 0. Le lacrime e l’intervista di fine partita di Buffon saranno anche personali (il portiere avrebbe raggiunto il traguardo record di partecipare a 6 Mondiali di fila), ma rappresentano come da lui stesso dichiarato “una sconfitta anche a livello sociale” di un movimento collettivo. Di campioni come Rivera, Baggio, Del Piero, Totti, che non ci sono più. E difficilmente ci saranno visto la situazione del calcio italiano. Manca una selezione accurata dei possibili campioni e un focus attento sui vivai delle squadre giovanili.

Perdita Economica

La mancata partecipazione dell’Italia a Russia 2018 non solo è gravosa per l’immagine. Ma anche per il danno economico. Ci perdono tutti.
Dalla Federazione, agli sponsor che non produrranno magliette e gadget del caso. Perfino la FIFA stessa. Perdono i diritti TV. La Nazionale in media attira 8-12 milioni di spettatori che diventano anche 20 milioni in partite più importanti. Tra i 50 eventi visti nel nostro Paese 49 sono legati alle partite di calcio. Segno che da noi è lo sport più seguito. Mancheranno gli introiti della qualificazione. Le 32 squadre partecipanti alla fase finale percepiranno 1,2 milione ognuna. Arrivare ai quarti frutta oltre 15 milioni, 24 se si arriva in finale e 32,5 se si alza la prestigiosa Coppa.
Anche il Fisco ci perde. Si conta 1 milione in meno per le scommesse. Quest’ultime rappresentano 11% del Pil del calcio mondiale.

Come ripartire?

Henry Ford diceva “il fallimento è un’opportunità di ricominciare da capo in maniera intelligente”. Bisognerà seguire il suo suggerimento.
Adesso si cercherà un capro espiatorio, ma non basta. Ventura è stato esonerato e Tavecchio è rimasto al suo posto. Le voci suoi nuovi allenatori sono tante. Si passa da Ancelotti (il più accreditato), Conte, Ranieri. Ma è il mondo calcio italiano che va rifondato. E alla svelta. Non basta un nuovo allenatore. Vanno valorizzati i giovani. Forse vi sono troppi stranieri (ma anche gli altri Paesi li hanno eppure…). Da quando è stata eliminata la legge che consentiva di schierare solo 3 stranieri in campo e la libera circolazione, talenti italiani non ve ne sono più. Non c’è più selezione di giovani. Vincono i club e i diritti televisivi. Se devo vincere una partita di club e ho uno straniero forte metto lui in campo al posto del giovane acerbo. Cosi quest’ultimo non crescerà più. Il problema è complesso e va risolto in maniera strutturata e bene.

Un’estate diversa

Ci aspetterà un’estate – la famosa ogni quattro anni – senza grigliate tra amici, dove uomini e donne per una volta sono d’accordo su quasi tutto quando guardano l’Italia. In sostanza senza l’italiano medio che esce allo scoperto, mostra l’orgoglio nel cantare l’Inno Nazionale.
Vero? Sì. Purtroppo è la triste realtà e dobbiamo farcene una ragione. E nella speranza di ritornare ancora competitivi a livello internazionale non ci resta che un cosa da dire: Forza Italia !!!

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